Immerso in un habitat di notevole interesse naturalistico il Santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri è uno dei più importanti complessi cultuali della Sardegna nuragica. È situato sull’estremità occidentale della Giara di Serri, in posizione di largo dominio geografico tra le regioni storiche della Marmilla e del Sarcidano, in un’area complessiva di circa 22 ettari.

La sua scoperta risale agli anni 1907-1909 quando l’archeologo Antonio Taramelli (1868-1939) assistito sul campo da Filippo Nissardi e da Raffaele Pettazzoni, mise in luce sull’altopiano basaltico una serie di antiche strutture che svelavano un’intensa frequentazione durante l’epoca nuragica con una continuità d’uso in età punica, romana e bizantina. 

Dopo di lui altri archeologi hanno condotto scavi e studi sul santuario (E.Contu, M. A. Fadda, A. Saba) e le indagini sono ancora in corso, nella parte cosiddetta civile, sotto la direzione del Dott. Giacomo Paglietti.